A bordo tre telescopi con rivelatori basati sulla tecnologia innovativa dei Gas Pixel Detector

 DI GAIA NARDINI

Lancio previsto nell’autunno del 2021 per Ixpe, la missione della Nasa sviluppata in collaborazione con l’Age­­nzia Spaziale Italiana (ASI) che ha come obiettivo lo studio del buco nero e la misurazione della polarizzazione dei raggi X emessi da sorgenti astrofisiche.

Ad annunciarlo il comunicato stampa congiunto di Asi, dell’Istituto nazionale di astrofisica (Inaf) e dell’Istituto nazionale di fisica nucleare (Infn).

Per la sua vicinanza a noi, Sagittarius A* e’ un perfetto laboratorio di archeologia galattica per studiare come l’attivita’ “cannibale” dei buchi neri di grande massa cambia nel tempo. Gli astronomi si sono dedicati a capire se, milioni di anni fa, il nostro nucleo galattico sia stato più simile a quello dei potenti quasar lontani che ospitano buchi neri molto voraci nel mangiare la materia circostante. Nel campo delle ipotesi, è possibile che le nubi molecolari che circondano il nostro nucleo galattico riflettano oggi la luce emessa dal centro Galattico qualche centinaio di anni fa, quando era un milione di volte più luminoso di oggi.

Dato che la polarizzazione funge da goniometro galattico, attraverso le osservazioni Ixpe delle nubi molecolari sarà possibile determinare la direzione di provenienza della sorgente che le ha precedentemente illuminate. L’angolo di polarizzazione indica infatti la direzione della sorgente illuminante mentre il grado di polarizzazione indica la distanza relativa tra sorgente, nube e osservatore.

Se si pensa che l’ambiente galattico che ospita il buco nero e le nubi molecolari è permeato di gas che contamina il livello di polarizzazione della luce, si comprende che quella di Ixpe è una sfida molto complessa che potrà vantare il merito di aprire una nuova finestra osservativa nel campo dell’astrofisica; ragion per cui la partecipazione italiana è motivo di soddisfazione.

 

.