CONVEGNO CTNA E DASS PER APPROFONDIRE IL TEMA DELLA PROPULSIONE SPAZIALE

selezionato da | Ott 7, 2021 | Focus on, News

DI Manila Marcuccio

Il CTNA è stato ospite del DASS -Distretto Aerospaziale della Sardegna il 5 ottobre a Villaputzu per discutere sul tema “La propulsione spaziale. Gli scenari futuri per l’accesso allo spazio”.

L’incontro seguiva l’inaugurazione del nuovo SPTF (Space Propulsion Test Facility) di Avio al poligono di Perdasdefogu ( NU ) svoltasi in mattinata.

Un convegno dedicato all’approfondimento tecnico scientifico del tema della propulsione spaziale con diversi contributi da parte di aziende, agenzie e università, con una buona presenza da parte degli Associati del CTNA, quali CIRA, AVIO, ASI oltre al Distretto ospitante.

Hanno aperto i lavori il Presidente del DASS, prof. Giacomo Cao, la Presidente del CTNA, ing. Cristina Leone, e il Presidente ASI l’ing. Giorgio Saccoccia, introducendo molti dei temi che sono stati discussi negli interventi successivi: la ricerca e sperimentazione di nuovi sistemi di lancio e propulsione come chiave di risposta alle richieste di inviare un numero crescente di satelliti in orbita, anche e soprattutto da parte di privati, nonché di riduzione degli impatti ambientali e dei costi. A partire da queste esigenze, la ricerca è sempre più orientata allo sviluppo di lanciatori spaziali affidabili, versatili, competitivi e riutilizzabili.

A seguire, il Presidente Morsillo del CIRA ha presentato VEGA-c/Space rider e le tecnologie CIRA tramite le quali l’Italia si pone come punto di riferimento a livello europeo per soluzioni green e a basso costo per l’accesso allo e rientro dallo Spazio. Tramite il progetto HYPROB, CIRA sta sviluppando da diversi anni le conoscenze necessarie all’utilizzo di sistemi propulsivi a base di idrocarburi (metano), comprese le conoscenze tecnologiche che supporteranno i test per lo sviluppo e la qualifica di propulsori spaziali a propellenti criogenici ad ossigeno liquido (LOx) e metano liquido (LNG) presso il nuovo SPTF sardo.

L’ing. Daniele Drigo (AVIO) ha evidenziato come STF risponda ai principali obiettivi di sviluppo in tema di propulsione per il decennio in corso. La ricerca a livello europeo impone, infatti, di sviluppare soluzioni compatibili con lanciatori Ariane6 o Vega che a loro volta si stanno adeguando su soluzioni modulari che permettono il lancio di diversi tipi di satelliti. Da un lato, quindi, si continua a lavorare su propulsori solidi, e dall’altro lato su propulsori liquidi criogenici da ossigeno e metano. Inoltre, dal punto di vista delle applicazioni si deve pensare anche a soluzioni green per la propulsione orbitale e ai sistemi di gestione dei propellenti per viaggi lungi.

Degli aspetti tecnici della propulsione a ossigeno liquido (LOX) e metano liquido (LNG) ne hanno parlato diversi relatori, da diversi punti di vista. L’ing. Nicola Ierardo (ESA) ne ha sottolineato le caratteristiche tecniche e i vantaggi, anche rispetto alle altre soluzioni di propulsione liquida, sia in termini di costi,  sia in termini di efficacia delle prestazioni. Il LOX è una soluzione emergente anche con riferimento alle potenzialità di applicazione nella prospettiva di colonizzazione di Marte.

Il prof. Cao, in veste di responsabile scientifico della ricerca coordinata dal Distretto aerospaziale della Sardegna , capofila di un partenariato che comprende anche il Dimcm (Dipartimento di ingegneria meccanica, chimica e dei materiali) dell’Università di Cagliari e altri partner nazionali, ha sintetizzato i risultati del progetto Generazione E (Ricerca e sperimentazione di materiali, sistemi diagnostici e di controllo ambientale per i veicoli di trasporto spaziale di generazione Evoluta). Il progetto si è concentrato sull’analisi delle prestazioni della propulsione attraverso modelli calibrati su risultati di test a terra, lo sviluppo di metodi di caratterizzazione di materiali ad alta temperatura e la realizzazione di prototipi per l’abbattimento delle emissioni per prove a terra e lo sviluppo di tecniche di diagnostica avanzata. Il progetto ha consentito di predisporre un ambiente unico per la sperimentazione (se ne contano 5 simili a livello mondiale) e di produrre studi che sono già un riferimento mondiale nella letteratura specialistica.

Dell’importanza delle infrastrutture per la sperimentazione ne ha parlato Francesco Iasenzaniro  (Avio), citando la lezione NASA numero 1196 del 1998 “Test as you fly, fly as you fly (and demonstrate margin)”. Con questa citazione,  Iasenzaniro ha voluto sottolineare come l’operatività di strutture quali il SPTF sia strettamente connessa con l’operatività della filiera del LOX-LNG e la necessità di sfruttare al massimo le infrastrutture, pertanto garantendo modularità e versatilità.

Di due importanti infrastrutture per il testing su sistemi propulsivi a propellenti storabili  ne hanno parlato l’Ing Nicola Bellomo (T4I – spin-off università di Padova) e il Prof. Filippo Maggi, del Laboratorio di Space Proulsion del Politecnico di Milano.

Un altro tema importante discusso nel pomeriggio riguarda l’importanza della collaborazione tra Accademia, Agenzie e imprese. Se, infatti, il testing rappresenta la fase di congiunzione tra i due mondi, il lavoro di ricerca svolto prevalentemente presso le Università consente di fornire informazioni qualitative (interpretazione dei fenomeni) e informazioni quantitative a supporto a sviluppi ingegneristici, che devono necessariamente trovare sbocco e applicazione industriale.

Efficace anche l’intervento del prof. Francesco Nasuti (Università La Sapienza) incentrato sul ruolo delle università e della loro collaborazione con le aziende con un focus sulla necessità di formare competenze adeguate alle esigenze della ricerca e delle applicazioni tecnologiche.

Verso la fine dei lavori, l’intervento dell’Ing. Cavallini ASI ha confermato come le soluzioni tecnico-scientifiche sulla propulsione spaziale in orbite basse e alte siano rappresentative del più ampio scenario e degli obiettivi economici e sociali definiti a livello europeo e italiano: dal green deal alla digitalizzazione, dalla AI alla space economy.

Anche nelle conclusioni del seminario, il Presidente del CTNA, Cristina Leone ha voluto rimarcare come la collaborazione tra università, agenzie e aziende sia la chiave per garantire la sostenibilità e competitività delle eccellenze a livello nazionale, europeo e mondiale e come i distretti -a livello locale- e il CTNA a livello nazionale rappresentino un connettore e moltiplicatore di conoscenze ed eccellenze.