di Gaia Nardini

Il sottosegretario agli Affari esteri Manlio Di Stefano ha riferito ad Agenzia Nova che l’Italia prosegue la collaborazione con la Francia e stringe quella con gli Stati Uniti in vista del ritorno sulla Luna ma è forte l’esigenza di indipendenza 

Continuerà in ambito aerospaziale la collaborazione dell’Italia con la Francia, che è stata importante per la svolta della nostra realtà industriale, una Francia alleata e per certi versi anche concorrente; ma oggi l’obiettivo del governo e delle industrie del nostro Paese è quello di proseguire autonomamente. Questo ha riferito il sottosegretario agli Affari esteri, Manlio Di Stefano, in un’intervista all’ agenzia Nova.

­Dalle sue dichiarazioni si evince che l’aerospazio è un settore strategico e in continua evoluzione. Le previsioni di sviluppo per i prossimi dieci anni sia a livello industriale che di applicazione di tutto il prodotto dell’aerospazio alle filiere terrestri, infatti, sono a tal punto ottimiste che potrebbero costituire uno degli asset principali della nostra industria.

L’ingresso del nostro paese in questo settore risale a sessant’anni fa e il salto in avanti è stato impressionante, tanto che attualmente siamo tra i primi sei paesi al mondo per l’aerospazio e i primi sui lanciatori. Anche dal punto di vista del profitto le cose vanno piuttosto bene infatti “Oggi più che mai l’Italia ha un ritorno nel settore che è sette volte circa l’investimento”, garantisce il sottosegretario per rassicurare chi pensa che puntare in questa direzione sia uno spreco di soldi.

Per quello che riguarda i rapporti con gli altri paesi, l’Italia resterà il primo partner degli Stati Uniti; lo è stata con Obama e Trump e lo sarà anche con Biden. Questo l’altro punto fermo.

“Gli Usa sono il nostro primo partner commerciale fuori dall’Ue. Soltanto con il surplus commerciale con gli Usa ci facciamo una manovra economica ogni anno, questo non va dimenticato” ha affermato ironicamente il sottosegretario.

Scherzi a parte, a rafforzare i rapporti con gli Stati Uniti ora ci sono gli Artemis Accords con il tanto atteso ritorno sulla Luna oltre, naturalmente, alle interessanti collaborazioni in campo scientifico e culturale e in ambito Nato.