Facciamo sognare gli studenti di andare nello Spazio a fare un viaggio di tecnologia, ingegneria, ma anche di visione ed emozioni. Intervista a Cristina Leone

da | Mar 8, 2021 | News

Avanzano i preparativi per la Missione Artemis mirata a riportare gli astronauti sulla superficie lunare e, per avvicinare gli studenti alle tematiche spaziali e superare gli stereotipi di genere  il CTNA lancia il concorso Space Dream. Cristina Leone, racconta gli obiettivi e le aspettative del concorso   

di Gaia Nardini

Parliamo degli obiettivi  dell’ iniziativa “Space Dream“

In vista della Missione Artemis abbiamo deciso di ampliare il nostro raggio d’azione e rivolgerci ai giovani lanciando “Space Dream” un concorso dedicato agli studenti della scuola primaria e secondaria di primo grado per avvicinarli alla Luna svolgendo una serie di attività a tema spaziale in team con i loro compagni di classe.

E’ una sfida per loro ma anche per noi, che in genere ci interfacciamo con istituzioni, industrie e università; ma dagli studi OCSE emerge che per appassionare i giovani ai temi scientifici bisogna iniziare dalla scuola primaria e che sono i percorsi scolastici, i professori e l’ambiente culturale che si frequentata ad innescare la passione verso la scienza, perciò anche noi abbiamo deciso di fare la nostra parte e con “Space Dream” speriamo di raggiungere più scuole possibili.

 

Con questo concorso invitiamo i più piccoli a disegnare la bandiera della Luna per scoprire quali sono nel loro immaginario i colori e i pensieri legati a questo straordinario evento.

Gli studenti dalla terza alla quinta classe elementare invece dovranno impegnarsi in una missione diversa: illustrare una giornata nello Spazio con un fumetto affrontando gli imprevisti e le sorprese legati alla diversa gravità; credo che si divertiranno molto.

Infine, i ragazzi della Scuola media si occuperanno di dare al mondo la notizia del ritorno sulla Luna con uno spot di massimo 3 minuti all’interno del telegiornale. Il loro sarà un lavoro complesso: dovranno prevedere la sigla di apertura del TG, occuparsi del reperimento e del montaggio delle immagini per il video, costruire il set televisivo e infine dare l’annuncio; credo che si divertiranno molto.

Gli obiettivi di questo concorso sono diversi: avvicinare i ragazzi alla Luna e più in generale suscitare interesse verso lo Spazio per favorirne la conoscenza in una fascia di età in cui si comincia a gettare le basi per pianificare il proprio futuro ed è fondamentale vagliare tutte le opportunità a disposizione ma anche fare un focus sull’importanza della rappresentanza di genere che deve sempre essere garantita, perché purtroppo ancora oggi le discipline scientifiche perdono i talenti delle donne.

Ed è proprio per valorizzare la leadership la femminile che abbiamo previsto nel regolamento che ogni team dovrà essere capitanato da una bambina/ragazza.

Quali le aspettative?

Nell’immediato ci auguriamo che nello svolgimento delle attività che abbiamo pensato per ciascuna fascia di età prevalga lo spirito di collaborazione, la creatività e il divertimento.

E la speranza per il prossimo futuro è che la curiosità verso la scoperta di nuovi mondi, che potrebbero aver ospitato la vita e magari ospitarla nel futuro, possa contribuire alla nascita di nuove generazioni di giovani esploratori e brillanti ricercatrici.

 

Dunque il lancio di questa iniziativa l’8 Marzo non è una coincidenza…

No, non è affatto una coincidenza.

Il programma Artemis prende il nome dalla dea Artemide, sorella gemella di Apollo (nome del precedente programma di esplorazione lunare), protettrice della caccia e uno tra i simboli più ricorrenti della Luna.

A questo si aggiunge che nell’equipaggio della missione, a differenza di quanto accaduto in precedenza con la Missione Apollo 11, ci sarà anche una donna. E non ultimo è nostra intenzione far riflettere sulla presenza delle donne nelle discipline STEM (scienze, tecnologia, ingegneria e matematica), contribuendo alla promozione delle pari opportunità e al contrasto degli stereotipi di genere in ogni campo.

Space Dream è un chiaro invito a sognare…

Assolutamente sì. I giovani devono seguire le loro passioni e non aver paura di sognare in grande; devono avere la certezza che se si impegnano niente è impossibile.

Nelle video interviste che abbiamo inserito in questo progetto, visibili sulla piattaforma di educazione digitale scienziate e giovani ricercatrici raccontano come hanno traguardato i loro obiettivi e realizzato i propri sogni. Mi auguro possano essere d’ispirazione.

Con l’occasione vogliamo ricordare il ruolo dell’Italia nella Missione Artemis?  

L’Italia è in prima linea perché è l’unico Paese europeo ad avere formalizzato l’intesa con la NASA, mentre il Lussemburgo potrebbe partecipare in modo più defilato.

Il contributo dell’industria italiana sarà nella tecnologia, settore in cui siamo riconosciuti leader nel mondo, l’incarico prevede la realizzazione dei due moduli principali per la futura stazione in orbita cislunare: Lunar Orbital Platform Gateway (Lop-G).  Si tratta di I-Hab (International habitat), il modulo dove verranno ospitati gli astronauti ed Esprit, il modulo per le comunicazioni e il rifornimento.  Inoltre, siamo in competizione per Human Landing System, la capsula pressurizzata per il trasferimento dal Gateway alla luna ed i moduli abitativi di superficie, Shelter Lunare.

Lo spazio è un viaggio di tecnologie e ingegneria ma anche di visione ed emozioni. Per esplorare nuovi mondi non esiste carburante migliore della passione e dell’entusiasmo dei nostri giovani da cui ci aspettiamo grandi cose.