Il ruolo delle filiere regionali e nazionali nella Space Economy

selezionato da | Ott 25, 2021 | News

L’ intervento di Cristina Leone, Presidente del CTNA, al Forum “Lazio, Regione dello Spazio. Da Colleferro Space Capital 2022, le nuove sfide della Space Economy” nell’ ambito della Settimana dello spazio a Expo 2020 Dubai.

 

Di Manila Marcuccio

L’evento, organizzato da Lazio Innova, l’agenzia per l’innovazione del Lazio, ha ospitato rappresentanti della Regione Lazio e di alcune delle più importanti aziende regionali del settore aerospaziale ed economico, come Leonardo, Avio e Thales Alenia Space Italia, della ricerca (Università La Sapienza di Roma), oltre al Sindaco della città di Colleferro che nel 2023 ricoprirà la presidenza della Comunità delle Città d’Ariane (CVA), l’associazione europea delle città spaziali fondata nel 1988.

Imprese e Ricerca sono i pilastri della tripla elica, il sistema di relazioni che si sviluppa per realizzare un contesto favorevole alla creazione e al trasferimento di conoscenza e all’innovazione. Come ha rimarcato Lorenzo Lo Cascio, esperto di Space Economy della Regione Lazio e coordinatore della tavola rotonda, la filiera è un connettore importante di tale sistema, specie in un settore, come quello dell’aerospazio, in cui si assiste a una sempre integrazione di servizi e funzioni diverse. Nell’attuale stato di evoluzione delle tecnologie e delle applicazioni spaziali, ‘la filiera è essenziale per portare in orbita assetti spaziali, per creare diversi servizi e applicazioni, per integrare servizi che nascono da assetti diversi (p.e. settore della telecomunicazione). Pertanto, creare filiera è sempre più importante sia a livello territoriale (regionale), sia a livello nazionale’.

Alla Presidente Leone viene quindi chiesto di parlare del ruolo del CTNA nel supportare la filiera industriale e della ricerca.

Il CTNA è il Cluster Tecnologico dell’aerospazio costituito nel 2012 quale punto di sintesi e convergenza a livello nazionale di bisogni, priorità e eccellenze maturate a livello locale e con riferimento alle road map tecnologiche aggiornate annualmente in considerazione delle sfide di competitività nazionale ed internazionale.

Il CTNA riunisce 12 distretti tecnologici regionali e il Distretto Laziale è stato uno dei suoi soci fondatori ed è ancora tra i Distretti maggiormente rappresentativi delle eccellenze italiane.

Quello laziale è un settore che impiega 23.500 persone e tremila ricercatori, comprende dieci grandi istituti di ricerca e crea 5 miliardi di fatturato annuo, compresi 2 miliardi di esportazioni.

Il Lazio gioca un significativo ruolo internazionale nel settore aerospaziale, dell’aeronautica, dell’economia e la sicurezza spaziale, sia dal punto di vista industriale che per le competenze specifiche nei servizi tecnologici e nella ricerca e sviluppo.

Oggi il Lazio è il centro di un’economia spaziale che genera valore (con la sua presenza di grandi imprese e PMI) e che è capace di trasferire i benefici della ricerca e delle tecnologie ai cittadini, alle imprese, alle comunità e ai territori tramite l’utilizzo di applicazioni spaziali e dei dati satellitari a fini scientifici, commerciali o per la difesa del territorio e la prevenzione dei disastri naturali.

Il Lazio è rappresentativo dell’evoluzione in corso a livello nazionale e globale.

A livello nazionale, l’Aerospazio è il secondo settore per investimenti in ricerca e innovazione: un settore ad alta tecnologia in grado di sviluppare soluzioni innovative applicabili in molti altri settori. L’aerospazio italiano è costituito attualmente per due terzi da industria manifatturiera e per un terzo dal settore servizi. È proprio il settore dei servizi che sta sperimentando una crescita esponenziale negli ultimi anni, anche grazie alla rivoluzione innescata dalla digitalizzazione, dalla riduzione del costo dei lanci spaziali e la miniaturizzazione dei satelliti.

Oggi il costo dei lanci e più accessibile“, ha sottolineato Cristina Leone, “ i programmi spaziali non sono più solo di carattere governativo ma anche finanziati da privati. In questo contesto, i satelliti di piccole dimensioni che possono essere messi in orbita con un solo lancio offrono anche a imprese di piccole dimensioni di effettuare esperimenti, con finalità sia scientifiche sia commerciali date dalla possibilità di vendere servizi grazie agli strumenti montati sui satelliti. È questo in senso della sharing economy che consente la riduzione dei costi e anche degli impatti ambientali.”

Cristina Leone ha quindi sottolineato come stiamo vivendo nell’era della “data economy” e la digitalizzazione consente l’elaborazione dei dati che provengono dai satelliti e in situ per fornire risposte sempre più mirate ed efficaci in ambiti molto diversi, dall’agricoltura di precisione, al monitoraggio contro i disastri ambientali.

La digitalizzazione rappresenta un’opportunità di ingresso al mercato aerospaziale da parte di piccole imprese e start-up che, a partire dai dati disponibili, possono sviluppare applicazioni innovative e a costi contenuti per fornire servizi ad altre imprese e ai cittadini. Il ruolo delle istituzioni e delle grandi imprese è quello di supportare la digitalizzazione per la crescita della filiera e delle applicazioni. Per esempio, Leonardo, campione nazionale dell’aerospazio, sta effettuando investimenti molto importanti per la digitalizzazione creando, tra l’altro, i laboratori centrali per l’innovazione. In quelli ospitati nel Lazio si investe su artificial intelligence per estrazione dei dati dalle immagini, quantum technologies e quantum sensing.

Ritengo che il Lazio possa giocare un ruolo di primo piano nell’ambito della Space economy nazionale e nell’ambito delle attività sia spaziali che di ricerca che ci offrirà come opportunità il PNRR”, ha sottolineato la presidente del CTNA, osservando che il lavoro congiunto di industria e università per il rilancio del Paese può partire dal territorio laziale e, tramite la connessione con altri distretti e istituzioni, diffondersi a livello nazionale.