Riflessioni e spunti emersi dalla conversazione

Di Gaia Nardini

Il CTNA ha dato il via ad un ciclo di webinar sia strategici che tecnici, per mantenere la nostra comunità connessa perché le idee non si fermano nonostante le limitazioni imposte dal Covid.

Sparkling Space è una sorta di aperitivo virtuale in cui si conversa di aerospazio ma non solo.  Lo scopo è creare un momento di condivisione delle esperienze e delle conoscenze per generare nuove opportunità.

Il tema del primo appuntamento ( 171 collegati ) ha voluto incentivare la ripartenza “Perché le imprese, colpite dal COVID, devono sopravvivere nell’immediato e ripensare al proprio futuro ed il futuro passa da quanto saremo in grado di innovare” –  ha affermato Cristina Leone, presidente CTNA nell’ introdurre il dibattito – “ Il CTNA attraverso il suo modello di Open innovation deve aiutare la connessione tra PMI e Start-up creando un ecosistema che favorisce l’individuazione di partner industriali e di ricerca, che aumenta la contaminazione con settori diversi, come quello digitale e che favorisce nuove iniziative che possono essere supportate anche dalle risorse messe a disposizione del Governo e dall’Europa.”

I relatori hanno illustrato il percorso da seguire per creare una start up, individuato le difficoltà e cercato possibili soluzioni per innovare con successo. 

Nicoletta Amodio, (Confindustria), ha sottolineato l’importanza della conoscenza e del rafforzamento del sistema Paese, della commistione fra settori e la connessione tra imprese (Open innovation, domanda pubblica d’innovazione) sottolineando che Confindustria punta molto sulle collaborazioni strutturali tra soggetti per creare sviluppo e innovazione.

“A tal proposito PMI e start up rivestono un ruolo centrale e lo scopo è vederle fiorire insieme ad altre imprese in tempi brevi – ha sottolineato la Amodio – esistono numerosi strumenti per raggiungere questo obiettivo: i Cluster tecnologici che rappresentano un punto d’incontro in cui le imprese di diverse dimensioni trovano un ambiente comune per innovazione trasversale e interdisciplinare.”

Incoraggiante l’intervento di David Avino, (Argotec) : ha affermato che “ se è vero che l’aerospazio è un settore di nicchia che richiede certificazioni, qualifiche, test e affidabilità al massimo livello, è altrettanto vero che non è impenetrabile.”  Esistono tecnologie consolidate sulle quali basarsi per poi costruire il resto intorno; non esistono solo prodotti di ultima generazione.

“La regola numero uno per fare innovazione è pensare al di fuori degli schemi, essere strutturati e non perdere mai di vista il focus centrale. E’ poi necessario farsi accompagnare in questo percorso da una PMI o da una grande impresa.”

Alessandra Lomonaco , (Start Up Advisor) ha sottolineato che le start up sono un’organizzazione temporanea in cerca di un business model ripetibile, scalabile e profittevole. “ In generale la collaborazione PMI/ start up ma anche enti di ricerca e università è fondamentale per la creazione di nuove idee, imprese e posti di lavoro. “

Domanda: cosa serve per far crescere con successo una start up?

“Un team di livello è il primo elemento che viene valutato da chi investe per il semplice motivo che un buon team sarà in grado di superare ogni genere di difficoltà, naturalmente una buona idea da portare avanti con determinazione e i finanziamenti intesi come capitale umano, della rete, del network, delle conoscenze e dell’ecosistema “

Tra le aziende che collaborano direttamente con le start up per dare valore a ciò che hanno creato e generare una ricaduta sul territorio e sul mercato c’è sicuramente E- Geos e Pierfrancesco Cardillo, (nuove iniziative Business di E-Geos) ha evidenziato l’importanza della reciproca conoscenza aziende/startup e viceversa.  

Cardillo, menzionando il progetto GeoHub, come esempio concreto di Open Innovation nel campo dell’Osservazione della Terra ha detto che “l’obiettivo di unire la grande industria che gode di un posizionamento nel sistema e nel mercato, con le piccole imprese per favorirne lo sviluppo e incentivare la circolazione di idee è quello di creare un’economia più ampia.”

In sintesi il principio alla base dell’innovazione per E- Geos  è il dialogo e la collaborazione aperta e trasparente tra aziende.

Prezioso e molto ottimista l’inaspettato intervento di Massimo Comparini , ( Ad Thales Alenia Space Italia), che in qualità di rappresentante della grande impresa ha sottolineato come l’innovazione si fa partendo soprattutto dai giovani, come motore propulsivo e da valorizzare.

Nel dibattito sono intervenuti anche Fabio Graziosi, (Presidente Abruzzo Aerospace Cluster) ; ha evidenziato l’importanza di ragionare in termini di ecosistema e collaborazione tra aziende, enti di ricerca e università.

Lo ha confermato anche Angelo Vallerani (Presidente Lombardia Aerospace Cluster)  “da outsider è difficile ottenere un risultato. L’interazione e la contaminazione tra settori sono fattori chiave per l’innovazione.”

Antonio Baldaccini (Presidente Umbria Cluster Aerospace) ha richiamato l’attenzione sulla necessità di non aver paura a distaccarsi dai principi del passato “Per raggiungere questo obiettivo ritengo fondamentale dare spazio ai giovani, non bloccare le loro idee ma sfruttarle al massimo.”