7-00154 Piastra: Sulla promozione della ricerca nel settore dell’aerospazio.

RISOLUZIONE APPROVATA

  Le Commissioni riunite VII e X,
premesso che:
la presente risoluzione intende portare all’attenzione del Governo il problema della mancanza di adeguato sostegno nell’ambito della ricerca aerospaziale italiana;
il settore della ricerca aerospaziale, che interessa sia il mondo dell’università che quello dell’impresa e dei centri specializzati privati, vale da solo un importante indotto e porta il nome dell’Italia in giro per il mondo, come dimostrano le diverse tecnologie provenienti dal nostro Paese, che sono utilizzate per numerose missioni spaziali internazionali. Si pensi alla recente missione che sta continuando a vedere la navicella «Trace Gas Orbiter» in orbita attorno a Marte (per raccogliere dati sull’eventuale presenza di gas organici nell’atmosfera marziana), a cura dell’Agenzia spaziale europea (Esa), oppure al progetto «Athena Fidus» (2014): un’infrastruttura per i servizi di telecomunicazione a banda larga, per usi militari e governativi, sviluppata in collaborazione con i partner francesi;
l’Italia conta dal 1988 un’Agenzia spaziale italiana (ASI), vigilata dal Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, che ha sede a Roma e un altro centro di ricerca a Matera, che occupa circa 200 persone, la cui missione viene svolta in sinergia con gli Atenei italiani – ed anche con il Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR) – ed ha permesso di portare avanti il know-how italiano in materia di tecnologie aerospaziali. Si tratta di uno dei più importanti attori mondiali sulla scena della scienza spaziale, delle tecnologie satellitari, dello sviluppo di mezzi per raggiungere ed esplorare il cosmo: l’Agenzia ricopre, infatti, un ruolo di primo piano sia a livello europeo, sia mondiale, partecipando alle attività svolte dall’Agenzia Spaziale Europea. L’ASI collabora, altresì, costantemente con tutte le agenzie nazionali dell’ESA e con le principali agenzie estere (tra cui l’americana NASA, la giapponese JAXA, la russa ROSCOSMOS, l’israeliana ISA, etc.), portando il proprio contributo alle più interessanti missioni scientifiche degli ultimi anni;
a partire dal 1984, con lungimiranza, lo Stato Italiano ha investito nel Centro Italiano Ricerche Aerospaziali (CIRA), oltre un miliardo e cento milioni di euro, istituendo e affidandogli la gestione del PRO.R.A. (Programma nazionale di Ricerca Aerospaziale), con l’obiettivo di realizzare infrastrutture di ricerca e sperimentazione nonché le necessarie competenze specialistiche, per aumentare la competitività del sistema Paese nei settori strategici di aeronautica e spazio;
la comunità scientifica italiana, grazie al fondamentale lavoro svolto dall’Agenzia, ha ottenuto risultati significativi nel campo dell’astrofisica e della cosmologia oltre che riguardo all’esplorazione spaziale, costruendo strumenti scientifici che hanno viaggiato con le sonde NASA ed ESA alla scoperta dei segreti di Marte, Giove, Saturno;
anche il programma quadro per la ricerca Horizon 2020 dedica ampio spazio al settore spaziale, a dimostrazione dellaPag. 10crescente importanza che l’Unione europea gli attribuisce. Il nostro Paese, attraverso i programmi spaziali e aerospaziali e con gli investimenti realizzati dall’ASI in uno degli ultimi progetti, denominato Cosmo SkyMed, ha contribuito alla realizzazione del primo sistema di osservazione satellitare della Terra concepito per scopi duali, cioè civili e militari. I 4 satelliti della costellazione permettono l’osservazione della Terra dallo spazio, mediante un radar ad apertura sintetica (SAR) in banda X, che può operare sia di giorno sia di notte, anche in caso di condizioni meteo proibitive e con un rilevante grado di precisione. Ha applicazioni di tipo civile e militare, nella gestione dell’ambiente, in particolare dei disastri naturali, e nella sorveglianza militare. Inoltre gli attuali 2 nuovi satelliti di Cosmo SkyMed approvati dal COMINT vanno a sostituire i 2 più vecchi (rispettivamente di 11 e 9 anni) dei 4 già in orbita;
quello aerospaziale è un settore ad altissima qualità e professionalità, strategico per il presente ed il futuro del nostro Paese sia in campo civile che militare, con elevate esperienze e competenze tecniche, scientifiche ed industriali, riconosciute a livello internazionale: in Italia, infatti, proprio in ragione dell’alta professionalità degli operatori si sono delineati due distinti ambiti produttivi e di ricerca quali il settore dell’aeronautica, che riguarda il volo e il trasporto entro l’atmosfera terrestre, e il settore dello spazio, ovvero tutte quelle attività che si sviluppano al di fuori dell’atmosfera terrestre;
i programmi aerospaziali italiani devono necessariamente tener conto delle roadmapeuropea ed internazionale, delle vision degli stakeholder e delle politiche di settore definite a livello nazionale ed internazionale, tese a tutelare le competenze tecnico/scientifiche;
la crescita economica ed industriale del settore è strettamente legata all’innovazione tecnologica aerospaziale in considerazione delle tecnologie altamente innovative da introdurre, integrare e sperimentare su macchine altamente sofisticate, difatti il comparto aerospaziale manifatturiero italiano è al primo posto nel segmento dei sistemi integrati ad avanzata tecnologia;
a livello nazionale le esportazioni del settore, sul totale delle esportazioni manifatturiere italiane, ha, negli ultimi anni, raggiunto una percentuale di circa 1,5 per cento che è ben superiore a quella del peso occupazione del settore di circa 1 per cento, evidenziando il ruolo che gioca la domanda estera nell’economia del settore;
le grandi imprese italiane occupano posizioni di primo piano a livello internazionale come Leonardo che è quinta in Europa e tredicesima nel mondo e con l’aspettativa di un ulteriore incremento della posizione, attraverso l’allargamento della propria rete di collaborazioni internazionali e l’accrescimento del proprio ruolo. In particolare, Leonardo quale impresa nazionale di riferimento è fondamentale come driver delle strategie tecnologiche ed integratore delle competenze innovative delle PMI, delle Università e dei Centri di Ricerca. L’impresa nazionale di riferimento, insieme al CTNA «Cluster Tecnologico Nazionale Aerospazio», all’ASI e al CIRA, svolge il ruolo di catalizzatore di iniziative – spesso provenienti dai distretti tecnologici regionali che oggi rappresentano veri e propri centri d’eccellenza dell’intero comparto – che possono essere poi portate con successo sul mercato dando anche una dimensione internazionale ai progetti;
si stima che l’indotto del settore aerospaziale e dell’elettronica high-tech collegata valga circa l’1 per cento del prodotto interno lordo, con oltre 50 mila addetti nel comparto, dei quali 20 mila ingegneri e persone ad altissima qualificazione professionale operanti in centri di ricerca, laboratori e impianti produttivi, e che le aziende operanti nel settore dell’elettronica high-tech valgano circa 7 miliardi di esportazioni all’anno. Un indotto importante, quindi, che però viene dimenticatoPag. 11quando si mettono a confronto altri settori produttivi dal momento che la ricerca aerospaziale prevede dei tempi mediamente più lunghi per il suo completamento (5-6 anni, con il rischio di raggiungere un equilibrio finanziario a seguito di investimenti dopo 10-15 anni);
anche nel settore privato, l’Italia vanta una realtà importante e consolidata quale è, ad esempio, la società Thales Alenia Space, attiva da noi, come in Svizzera, Francia, Spagna e Germania, che consente di sviluppare importanti applicazioni utilizzate per la ricerca scientifica, ma anche per la difesa, per la sicurezza ed in ambito commerciale e delle telecomunicazioni, settore, quest’ultimo, nel quale l’Italia è presente sin dal 1977, dal lancio del satellite Sirio. Senza contare il programma portato avanti in fatto di cambiamenti climatici (Monitoring for Environment and Safety – GMES) che vede questa realtà attiva, come per gli studi oceanografici e il settore (in crescita) dei trasporti spaziali. Inoltre il programma, attivo principalmente per la fornitura alla Stazione spaziale internazionale, nel prossimo futuro potrebbe allargarsi (qui, come in Usa, Cina, India e Giappone) anche all’esplorazione del cielo in chiave turistico-commerciale;
la sola società Thales Alenia Space conta, in Italia, un organico costituito da circa 2.300 addetti, distribuiti fra le sedi di Roma, Torino, L’Aquila e Milano;
appare fondamentale non disperdere, a causa della carenza di investimenti nel settore, il know-how faticosamente costruito nel tempo e costituito anche da personale con contratto a termine, che rischia di vedere compromessa la propria carriera lavorativa e di dover interrompere le ricerche intraprese nel nostro Paese, per doversi eventualmente trasferire all’estero. Il personale che opera nel settore aerospaziale italiano, e che vi opererà in futuro deve essere pronto e preparato ad adeguarsi agli sviluppi della tecnologia comportando la necessità di una solida preparazione tecnico-scientifica;
da analisi condotte emerge il profilo di un settore decisamente strategico, altamente qualificato, non solo in alcune nicchie di vertice, ma ad ogni livello gerarchico, con una qualificazione professionale decisamente caratterizzata da profili alti e diversificati. Il personale richiesto dalle aziende deve essere in possesso, per il 47 per cento, di esperienza specifica nel settore;
il CTNA, nato nel settembre 2009 come un’associazione fondata dal DAC (Distretto Aerospaziale della Campania), dal Distretto Tecnologico Aerospaziale del Lazio, dal Distretto Aerospaziale Lombardo, dal Comitato promotore distretto aerospaziale Piemonte, dal Distretto Aerospaziale Pugliese, dall’Agenzia Spaziale Italiana (ASI), da Avio Aero, da Leonardo a cui in seguito si sono uniti la Federazione aziende italiane per l’aerospazio, la difesa e la sicurezza e il Consiglio nazionale delle ricerche, sviluppa le priorità e le iniziative tecnologiche, sulla base delle tendenze del mercato globale e delle politiche settoriali individuate a livello europeo ed internazionale, in accordo con tutti gli attori nazionali del settore Aerospaziale. Difatti il CTNA mira a garantire un forte ruolo propositivo dell’Aerospazio Italiano sia nel Settore Aeronautico, che deve perseguire la sfida di «un Sistema di Trasporto intelligente, eco-sostenibile ed integrato», sia nell’ambito della Ricerca Spaziale, che richiede un’industria competitiva orientata alle tecnologie abilitanti fondamentali; 
con la legge 11 gennaio 2018 n. 7, sono state introdotte rilevanti modifiche sulla disciplina previgente, contenuta nel D.Lgs. n. 128 del 2003, la quale assegnava in origine un ruolo promotore al MIUR, da svolgere d’intesa con i Ministeri interessati e con gruppi di lavoro cui partecipava anche il Presidente dell’ASI: in particolare, con la nuova legge sono attribuite al Presidente del Consiglio dei Ministri importanti funzioni in materia di ricerca spaziale, quali l’alta direzione, la responsabilità politica generale e il coordinamento delle politiche dei Ministeri relativo ai programmi spaziali e aerospaziali. Attraverso una generale riforma della governance dell’ASI, si prevede quindi il passaggio di alcune funzioni di controllo e diPag. 12impulso dal Ministro della ricerca scientifica al Presidente del Consiglio, attraverso la creazione di un apposito comitato interministeriale, presieduto dallo stesso Presidente del Consiglio oppure dal Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio con specifica delega alle politiche spaziali e aerospaziali;
la legge n. 7 del 2018 ha altresì modificato le finalità dell’ASI, specificando che i compiti della stessa, che si concretizzano nel coordinamento e nella gestione dei progetti nazionali e nella partecipazione italiana a progetti europei ed internazionali in campo spaziale ed aerospaziale, sono svolti in conformità con gli indirizzi del Governo come promossi dal Comitato interministeriale per le politiche relative allo spazio;
il Comitato interministeriale si è riunito per la terza volta in data 21 febbraio 2019 e sono stati approvati gli indirizzi del Governo in materia spaziale e aerospaziale, al fine di riordinare la governance delle politiche spaziali nazionali. Tali indirizzi si basano sull’assunto secondo cui spazio e aerospazio sono settori strategici per la crescita del Paese, grazie ai quali è possibile favorire lo sviluppo di settori che incidono significativamente sull’utenza nazionale e sui mercati esteri, così come tali settori fungono da grande impulso alla ricerca scientifica, al progresso tecnologico ed alle capacità di sviluppo e produzione dell’industria nazionale,

impegnano il Governo:

   ad adottare iniziative volte a stanziare adeguate risorse per continuare ad investire nel settore aerospaziale italiano, partendo dai centri quali il Cnr, l’Agenzia spaziale italiana (ASI), il Centro Italiano Ricerche Aerospaziali (CIRA) e le Università del territorio nazionale, al fine di stabilizzare i ricercatori precari che si stanno occupando di importanti studi in ambito scientifico-tecnologico;
ad adottare iniziative per incentivare, mediante bandi ministeriali, la sinergia tra le realtà di ricerca nazionali e l’ambito privato, al fine di favorire la diffusione delle conoscenze e di continuare a sviluppare nel nostro Paese importanti tecnologie da poter utilizzare nei diversi ambiti di applicazione afferenti al settore aerospaziale;
ad assumere iniziative per favorire il processo di applicazione delle tecnologie sviluppate in ambito aerospaziale ad altri ambiti della società civile e imprenditoriale italiana;
a garantire il ritorno nazionale di Research and Development (R&D), in ragione del significativo contributo che il nostro Paese versa nei confronti dell’ESA, in termini di investimenti nell’ambito produttivo e della ricerca nonché a proseguire nel suo impegno per ottenere il maggior risultato possibile per il Sistema Paese, in vista della prossima ministeriale ESA a Siviglia nel mese di novembre 2019;
a fornire il necessario supporto al gruppo di lavoro istituito con Decreto del Ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca, Dipartimento per la formazione superiore e la ricerca – Direzione generale per il coordinamento, la promozione e la valorizzazione della ricerca, del 25 febbraio 2019, n. 331, affinché proceda in tempi brevi all’aggiornamento del PRO.R.A., individuando come obiettivo primario il rilancio del CIRA in veste di centro d’eccellenza per la ricerca scientifica ed industriale italiana nel settore spaziale e aerospaziale, garantendo dotazioni finanziarie congrue per la gestione dell’intero patrimonio infrastrutturale realizzato e per lo sviluppo dell’intero comparto anche in chiave strategica per la crescita del Paese.
(8-00029) «PiastraBelottiSaltamartiniAndreuzzaBazzaroBinelliCollaDaraPatassiniPettazziColmellereFoglianiFurgiueleLatiniPatelliRacchellaSassoAlemannoBerardiniCarabettaDe TomaGiarrizzoMasiOrricoPapiroPaxiaRizzoneScanuRachele SilvestriSutVallascasAcunzoAzzolinaBellaCarbonaroCasaGalloLattanzioMarianiMarzanaMelicchioNittiTestamentoTortoTuziVillani».