Aerospazio settore chiave per la sovranità tecnologica italiana ed europea
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Si è svolto nella prestigiosa sede di Fondazione Roma presso Palazzo Sciarra il convegno intitolato “Il contributo del settore aerospaziale alla sovranità tecnologica italiana ed europea” ideato e promosso dal Cluster Tecnologico Nazionale Aerospazio insieme all’Istituto Affari Internazionali.
L’evento ha rappresentato una preziosa occasione per avviare, insieme ai prestigiosi ospiti invitati, una riflessione congiunta sullo scenario contemporaneo e mettere a punto strategie condivise attraverso il modello di collaborazione integrata e trasversale che il CTNA per sua natura e missione promuove.
Ad aprire i lavori Franco Parasassi, Presidente Fondazione Roma, Cristina Leone Presidente CTNA e Marco Simoni, Direttore Istituto Affari Internazionali.
Sono intervenuti:
• Michele Nones, Vicepresidente Istituto Affari Internazionali
• Luisa Ricccardi Vice Direttore Nazionale degli Armamenti Ministero della Difesa
• Luca Salomone Direttore Generale Agenzia Spaziale Italiana
• Massimo Claudio Comparini, Direttore Divisione Spazio Leonardo
• Paolo Quercia, Direttore Centro Studi e Analisi MIMIT
• Bianca Maria Colosimo, Dipartimento di Meccanica Politecnico di Milano
• Andrea Tronzano, Assessore Regione Piemonte in rappresentanza della Conferenza delle Regioni
• Andrea Mascaretti, Presidente Intergruppo Parlamentare per la Space Economy

Il panel ha evidenziato con estrema chiarezza come lo scenario geopolitico contemporaneo sia caratterizzato da una marcata instabilità e da dinamiche multi-dominio. E’ in corso, infatti, una riconfigurazione degli equilibri dettata dal superamento del precedente assetto in cui Stati Uniti e Unione Sovietica, con riferimento allo spazio, detenevano un ruolo di primo piano incontrastato, mentre oggi sono affiancate da potenze consolidate quali la Cina, l’India e il Giappone.

L’Italia, all’interno del nuovo asset, riveste un ruolo di leadership. Il posizionamento e la sua autonomia strategica sono determinati dal tessuto industriale altamente qualificato, dalla filiera distribuita, radicata ed efficiente in tutti i suoi segmenti chiave e dalle risorse umane impiegate in ogni fase. La convergenza sistemica di tali capacità agisce quale moltiplicatore di forza e produce una vigorosa accelerazione in termini di competitività, innovazione e progresso collettivo.

Determinante in questo quadro è l’azione dei distretti tecnologici regionali, attivi nei vari territori, il cui compito è quello di individuare e valorizzare le eccellenze e le migliori expertise, cosicché la filiera regionale sia funzionale a quella nazionale.

In ottica di requisiti per competere a livello globale, al primo posto c’è la consapevolezza delle proprie competenze strategiche e delle tecnologie abilitanti presidiate in quanto strumenti che consentono al Paese di creare connessioni produttive, competere e innovare.
Consapevolezza delle proprie capacità, ma anche contezza delle vulnerabilità perché ciò permette di intervenire tempestivamente in caso di crisi geopolitica su eventuali interruzioni nel funzionamento dei segmenti fragili senza generare deficit strutturali, perdita di autonomia e sovranità.
E’ con queste finalità che il CTNA ha realizzato la mappatura delle competenze aerospaziali nazionali. Si tratta di uno strumento di politica industriale fondamentale sia per lo sviluppo sia per la resilienza. Il documento è finalizzato al rafforzamento e alla protezione della filiera, alla creazione di nuove sinergie attraverso la profilazione delle eccellenze territoriali e vuole essere un punto di riferimento per i decisori politici e le imprese interessate.
E’ innegabile che la potente spinta dettata delle nuove tecnologie in generale, e dall’AI in modo particolare, abbia generato un cambiamento sostanziale del sistema ora basato non solo sulla qualità ma anche sulla tempestività della risposta produttiva: questo comporta la necessità di disegnare nuove strategie per seguire in scia la trasformazione in corso.
Ad ogni ondata di trasformazione tecnologica, infatti, corrisponde una ridefinizione dei rapporti gerarchici e di forza all’interno della catena del valore. L’accelerazione è irrefrenabile, pertanto la trasformazione è continua e la sfida per il comparto industriale e per l’intero ecosistema nazionale riguarda proprio i tempi di reazione a questo dinamismo.
Produrre, sviluppare e governare tecnologie critiche con elevata professionalità, senza dipendenze e in velocità sono, quindi, imperativi strategici.
L’aerospazio è un settore complesso che concilia innovazione tecnologica, sicurezza nazionale e sviluppo economico. In questo caso, la cooperazione non rappresenta un’opzione ma una priorità che si declina su vari livelli. Tale collaborazione deve essere aggiornabile, scalabile, impiegabile, sostenibile, selettiva e presidiata. Va intesa nella sua accezione più pura di favorevole scambio e accrescimento slegato da quei rapporti di dipendenza o subordine che minano l’autonomia decisionale.
In un contesto mutevole come quello odierno, la sovranità nazionale che l’Italia ha conquistato per capacità tecnologiche e abilità innovative va costantemente rinnovata traguardando sfide sempre più performanti e raggiungendo equilibri sempre più sofisticati.
L’ accordo Bromo tra Leonardo (Italia), Airbus (Francia/Germania) e Thales (Francia) è un esempio concreto di quello che l’industria spaziale è in grado di fare per trovare un bilanciamento efficiente tra sovranità nazionale e dimensione europea e per creare una massa critica in grado di competere a livello globale.
Per completezza, e al fine di garantire un avanzamento progressivo, appare indispensabile investire in ricerca e innovazione con programmi pluriennali e non disperdere i talenti formati presso le università italiane.