Il discorso di apertura di Giorgio Marsiaj, Delegato per l’Aerospazio di Confindustria
condividi su

Ministro Urso, grazie. La sua presenza qui oggi è un segnale che il settore sa leggere e apprezza: un Governo che considera l’aerospazio una priorità industriale del Paese.

Presidente Leone, cara Cristina, colleghi, ospiti: buon pomeriggio.

Tra qualche minuto vedremo per la prima volta, insieme, in questa sala, il risultato di un lavoro che ha impegnato il Cluster Tecnologico Nazionale Aerospazio, con il supporto di Confindustria. Una mappatura della filiera aerospaziale italiana condotta con metodologia rigorosa, dati finanziari validati, che è fondamentale per comprendere il peso reale di questo settore per l’intera manifattura nazionale.

Prima che i dati parlino, voglio condividere con voi perché siamo qui. Non solo cosa presentiamo, ma perché lo presentiamo.

L’aerospazio italiano è una delle filiere più avanzate del nostro sistema produttivo, non a caso il MIMIT l’ha inserita tra le 18 filiere strategiche del Paese. Chiunque lavori in questo settore lo sa: capi filiera di livello mondiale, una rete di PMI con competenze spesso uniche, università e centri di ricerca distribuiti lungo tutta la penisola. Una capacità produttiva che copre pressoché l’intera catena del valore dalle strutture alla propulsione, dall’avionica ai sistemi spaziali e altro.

La manifattura aerospaziale italiana compete ogni giorno sui mercati internazionali. Compete su qualità, su certificazioni, su capacità di tenere i ritmi dei grandi programmi civili e militari. Compete su tecnologie in rapida evoluzione, dove il divario tra chi investe in ricerca e chi non lo fa si misura in anni di ritardo difficili da recuperare.

In questo scenario, Confindustria non può permettersi di essere solo uno degli attori che partecipano. Presidiare tavoli, produrre documenti, esprimere posizioni: è necessario ma non più sufficiente.

Vogliamo essere protagonisti delle azioni di politica industriale. Con proposte concrete, radicate nella conoscenza diretta delle aziende. Capaci di costruire, insieme alle istituzioni, gli strumenti di cui la filiera ha effettivamente bisogno.

Vi anticipo che i dati che verranno presentati evidenziano un settore solido, competitivo e in crescita. Ma la mappatura è innanzitutto uno strumento di lavoro. E accanto ai punti di forza, ci aiuterà a definire dove esistono margini di miglioramento: nelle politiche industriali, negli investimenti in innovazione, nell’integrazione tra imprese, ricerca e sistema formativo. In un contesto competitivo come quello attuale, è vincente chi non si limita a difendere ciò che ha, ma sa individuare dove migliorare e trasformare ogni errore in un passo avanti.

È esattamente per rispondere a queste esigenze che, come Sistema Confindustria, insieme con AIAD e il Presidente Giuseppe Cossiga; con i Giovani Imprenditori, rappresentati dall’amico Daniele Tonti; con la Piccola Industria e il loro Delegato Renato Goretta, il nostro Gruppo Tecnico oggi ampiamente rappresentato e in coordinamento con le istituzioni, in primis MIMIT, Direzione Nazionale Armamenti, e Agenzia Spaziale Italiana, stiamo lavorando a un progetto strutturato di rafforzamento della filiera.

Un progetto con tre obiettivi precisi: sostenere la crescita delle imprese che già ci sono; favorire l’aggregazione per ridurre la frammentazione; e allargare la base a soggetti nazionali, anche da settori affini, che siano in grado di complementare le capacità tecnologiche e manifatturiere esistenti. Non in un’ottica di competizione, ma di complementarità: più capacità installata, meglio distribuita, più resiliente.

Oggi, in questa sala, inizia il primo miglio di questo percorso: costruire una consapevolezza condivisa, senza la quale nessuno strumento funziona davvero.

Una parola finale su cosa mi aspetto da questo pomeriggio.

Le filiere che riescono a reggere la competizione internazionale, e in questo, paesi come Giappone e Corea del Sud hanno fatto scuola, si reggono su partnership di lungo periodo tra industria e istituzioni, tra capi filiera e subfornitori, tra imprese e mondo della ricerca. Partnership che richiedono fiducia, continuità, condivisione del rischio.

Quello che vogliamo costruire è una logica di Sistema Paese che supera i confini dei singoli territori. Perché le opportunità dei prossimi anni, e sono opportunità straordinarie, in un comparto destinato a crescere su scala globale si colgono insieme. E noi vogliamo continuare a essere uno dei principali sistemi industriali del settore a livello mondiale.

Questo è l’impegno che Confindustria porta in questa sala oggi.

È questo l’augurio con cui apro i lavori: che il pomeriggio di oggi sia un punto di partenza. Buon lavoro a tutti.