L’EDITORIALE di Cristina Leone – Newsletter Damas – CTNA #5
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Presidente CTNA – Cluster Tecnologico Nazionale Aerospazio

Il tema centrale del quinto numero della newsletter è la conferenza intitolata “Il contributo del settore aerospaziale alla sovranità tecnologica italiana ed europea”, organizzato con il prestigioso contributo dell’Istituto Affari Internazionali.

Le sfide tecnologiche che abbiamo davanti richiedono sempre più l’integrazione di competenze differenti, la capacità di fare rete e di costruire connessioni tra territori, filiere e sistemi di ricerca.

Il CTNA nasce proprio da questa visione: dare al settore aerospaziale una governance capace di integrare i distretti tecnologici regionali, rafforzando al tempo stesso la resilienza e la competitività nazionale.

Nei primi anni del mio mandato come Presidente, l’impegno principale è stato quello di creare le condizioni affinché i territori potessero definire le proprie strategie tecnologiche all’interno di una Roadmap comune. Attraverso gruppi di lavoro multiregionali abbiamo favorito il dialogo e la collaborazione tra grandi imprese, PMI, università e centri di ricerca, costruendo progettualità condivise capaci di integrare competenze provenienti da territori diversi.

Successivamente è emersa con forza un’ulteriore esigenza strategica.

Prima ancora di definire investimenti, politiche industriali o programmi tecnologici, un Paese deve sapere con precisione quali competenze possiede, dove si trovano, quali tecnologie presidia e quali vulnerabilità rischia di avere.

È per questo che, nella seconda parte del mio mandato, il tema della mappatura delle competenze industriali e tecnologiche è diventato centrale. La mappatura non è un semplice esercizio statistico. È un’infrastruttura di conoscenza strategica e questa conoscenza oggi è fondamentale almeno per tre ragioni.

La prima riguarda la resilienza delle supply chain.

Negli ultimi anni abbiamo sperimentato quanto possano essere fragili le catene globali del valore. Una crisi geopolitica, una dipendenza tecnologica o un’interruzione logistica possono mettere in difficoltà interi comparti produttivi. Conoscere la propria filiera significa poter intervenire rapidamente, rafforzare capacità interne, diversificare e ridurre vulnerabilità strategiche.

La seconda ragione riguarda l’innovazione.

Le grandi innovazioni nascono sempre più dall’integrazione di competenze differenti.
Mappare le eccellenze presenti nei territori consente di creare nuove connessioni tra imprese, università, startup e centri di ricerca. La mappatura diventa quindi anche uno strumento di politica industriale e di sviluppo tecnologico.

La terza ragione riguarda la sovranità tecnologica. Perdere una competenza critica, può significare perdere autonomia industriale su un’intera tecnologia strategica. Per questo non può esistere sovranità tecnologica senza una piena conoscenza delle competenze industriali nazionali. La sovranità tecnologica si costruisce anche attraverso la protezione, il rafforzamento e il consolidamento delle filiere territoriali.

Proprio nella capacità di fare sistema, di integrare competenze e di costruire visioni condivise di lungo periodo, il CTNA esprime il proprio valore strategico per il Paese.

L’aerospazio può essere uno dei motori della trasformazione tecnologica e industriale del Paese. Per farlo, occorre continuare a investire nelle competenze, nella ricerca, nei giovani e nella capacità di costruire filiere solide, resilienti e competitive.